Detti

Detti

Nel corso delle 7 Edizioni della Tombola Vivente Vignanellese sono stati raccolti e riscoperti oltre 400 detti in dialetto vignanellese, declamati dai Numeri al momento della loro estrazione. Un lavoro di ricerca cui hanno partecipato anche tanti personaggi del paese, con i loro ricordi e le loro memorie storiche. Eccone alcuni, con le relative spiegazioni del maestro Lillo Pacelli.


Decchì semo sempre uno pe’ entrà e quattro pe’ scappà

“Qui siamo sempre uno che entra e quattro che se ne vanno!”

Questo detto, in verità un po’ sconsolato, l’ho sentito declamare, quasi con rabbia, da alcuni genitori che avevano una figliolanza abbastanza numerosa. Specialmente nei lavori di campagna, ma anche in cantina ed in casa, era il capo famiglia che sovrintendeva a tutti i lavori, assegnando a ciascun componente il suo compito. In corso d’opera, quando vedeva che qualcuno, o più di uno, non svolgeva diligentemente il compito loro assegnato o addirittura si assentava, anche con altre parole, diceva rammaricandosene: “Qui mi pare che per ognuno che lavora o entra a lavorare, quattro o non fanno nulla, o addirittura se ne vanno via.


Cammina pesciarò si n’ te rincresce, si nun cammini tu, cammine i’ ppesce

“Cammina pescatore-venditore di pesce, se non ti affretti tu, cammina (si guasta) il pesce”

È un invito ad un pescatore-venditore di pesce a camminare, a far presto ad andare al mercato, altrimenti cammina (nel senso di: si guasta) il pesce, poiché è un alimento alquanto deperibile. In genere però il proverbio viene usato in senso molto lato, soprattutto per stimolare qualcuno a non attardarsi troppo nel portare a termine un lavoro iniziato, magari da tanto tempo.


C’ho ‘na fame che vado a vento

“Ho una tal fame che mi sento portar via dal vento”

Lo dice una persona che ha tanta voglia di mangiare che si sente quasi sbandare, come se fosse in balia del vento.


A ccommatte co’ te è comme ‘nna a fa’ a cura co’ llepre

“A combattere, ed avere a che fare con te, è come andare a fare una corsa con una lepre”

Evidentemente chi dice queste parole è una persona che è stanca di avere rapporti, anche se soltanto verbali, con qualcuno che vuole avere sempre, in ogni caso, partita vinta. Ragionare o cooperare con lui è tutto tempo sprecato e impresa inutile, come andare a fare una corsa con una lepre, la quale ci sopravanzerà sempre.

La consegna dei Detti alla 6a Edizione – foto di Ilaria Fochetti